Ufficio per la Liturgia

Diocesi di Como

Per l’Ars celebrandi: sobrietà e silenzio

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Sobrietà

  • Si prenda seriamente il criterio della “sobrietà di parole” (introduzioni, monizioni, omelia, avvisi…) insieme con la massima “cura della parola”: nella Liturgia della Parola, nel modo di pronunziare le formule di preghiera, nel contenuto, nel tono e nella forma della predicazione.
  • In Quaresima (salvo la IV Domenica) non sono ammessi i fiori sull’altare e il suono degli strumenti è permesso soltanto per sostenere i canti, nel rispetto dell’indole penitenziale di questo tempo (PCFP, 17.25).

Spazi di silenzio

La liturgia della Parola si deve celebrare in modo che essa favorisca la meditazione; si deve perciò evitare assolutamente ogni fretta che sia di ostacolo al raccoglimento.

Il dialogo tra Dio e gli uomini, sotto l’azione dello Spirito Santo, richiede brevi momenti di silenzio, adatti all’assemblea, durante i quali la parola di Dio penetri nei cuori e provochi in essi una risposta nella preghiera.

Tali momenti di silenzio in relazione con la liturgia della Parola si possono opportunamente osservare prima che essa abbia inizio, dopo la prima e la seconda lettura e al termine dell’omelia. (OGLR n. 28)

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