Ufficio per la Liturgia

Diocesi di Como

Quaresima: significato pastorale

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La Costituzione liturgica del Vaticano II stabilisce che “sia posto in maggiore evidenza il duplice carattere della Quaresima” (Sacrosanctum Concilium, 109): cioè il carattere battesimale e il carattere penitenziale.

“Il Battesimo, amministrato in antico a Pasqua, segna profondamente con la sua impronta lo spirito della Quaresima. La liturgia quaresimale ci chiama ad approfondire il senso della nostra condizione di battezzati e ci guida alla riscoperta del ‘dono’ divino e delle sue supreme esigenze. Come illuminazione, esso esige la fede; come rinascita, vuole ‘novità di vita’; come liberazione dal peccato, esclude ogni compromesso con il male; come incorporazione alla Chiesa, ci impegna a una comunione di vita e di responsabilità con i fratelli; come primizia della gloria futura, orienta tutta la vita verso il ritorno glorioso del Signore” (CEI, La preghiera del mattino e della sera, p.226).

Commentando il Vangelo del “vino nuovo in otri nuovi” (Mc 2,22), Benedetto XVI affermava: “Il tempo di Quaresima non va affrontato con spirito ‘vecchio’, quasi fosse un’incombenza pesante e fastidiosa, ma con lo spirito nuovo di chi ha trovato in Gesù e nel suo mistero pasquale il senso della vita, e avverte che tutto ormai deve riferirsi a lui” (26.02.2006).  Infatti alla nostra esistenza è stata impressa una radicale, meravigliosa trasformazione dall’incontro con il Crocifisso-Risorto nella prima Pasqua del Battesimo.

La Chiesa è una comunità battesimale non solo perché si forma mediante il Battesimo, ma anche e soprattutto perché vive quella dinamica di continua conversione che ha il suo principio nel Battesimo.

“Se il Battesimo è un vero ingresso nella santità di Dio attraverso l’inserimento in Cristo e l’inabitazione del suo Spirito, sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale” (Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 31).

Nella determinazione della durata di 40 giorni, perché i cristiani si preparino a celebrare la solennità pasquale, è più che certo che ebbe grande peso la tipologia biblica, cioè il digiuno di 40 giorni di nostro Signore Gesù Cristo; i 40 anni trascorsi dal popolo di Dio nel deserto; i 40 giorni trascorsi da Mosé sul monte Sinai; i 40 giorni durante i quali Golia, il gigante filisteo, affrontò Israele, finché Davide non avanzò contro di lui, lo abbatté e lo uccise; i 40 giorni durante i quali Elia, fortificato dal pane cotto sotto la cenere e dall’acqua giunse al monte di Dio, l’Horeb; i 40 giorni in cui Giona predicò la penitenza agli abitanti di Ninive.

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