Ufficio per la Liturgia

Diocesi di Como

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 Lezionario

«Il Giovedì santo, alla Messa vespertina, il ricordo della Cena, che precedette la Passione, fa scorgere in una luce tutta particolare sia l’esempio di Cristo che lava i piedi dei discepoli, sia le parole di Paolo sull’istituzione della Pasqua cristiana nell’Eucaristia.

L’azione liturgica del Venerdì santo raggiunge il suo culmine nel racconto della Passione secondo Giovanni; il Cristo, annunziato nel libro di Isaia come Servo del Signore, è diventato di fatto l’unico sacerdote con l’offerta di se stesso al Padre.

Per la Veglia pasquale nella notte santa son proposte sette letture dell’Antico Testamento che rievocano i fatti mirabili compiuti da Dio nella storia della salvezza e due del Nuovo e cioè l’annunzio della risurrezione secondo i tre Vangeli sinottici e la lettura dell’Apostolo sul Battesimo cristiano come sacramento della risurrezione.

La lettura del Vangelo per la Messa nel giorno di Pasqua è tratta da Giovanni e fa riferimento al sepolcro vuoto. Si possono però leggere come facoltativi anche i testi dei Vangeli proposti per la notte santa, oppure, nella Messa vespertina, il racconto di Luca sull’apparizione ai discepoli in cammino verso Emmaus. La prima lettura è tratta dagli Atti degli Apostoli, che nel Tempo pasquale, sostituiscono la lettura dell’Antico Testamento. La seconda lettura, quella dell’Apostolo, si sofferma sul mistero pasquale, così come deve essere vissuto nella Chiesa».

(Ordinamento Generale del Lezionario Romano, n.99)

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